La filosofia di Cartesio e di Hobbes a confronto… Continua, Cartesio: riassunto di filosofia sul pensiero, la critica del sapere tradizionale ed elaborazione delle quattro regole del metodo, esposti in modo chiaro e discorsivo… Continua, La vita e le opere, il discorso sul metodo e le sue regole, Il "cogito ergo sum", la metafisica, l'uomo, Dio e il meccanicismo. L’espressione, usata a indicare la libertà ( ) del volere umano, nasce dapprima sul terreno della speculazione teologica, in connessione con i problemi della grazia, della predestinazione e dell’origine del male. Anche all'interno della Chiesa cattolica, che pure si era schierata contro le tesi di Lutero e Calvino, iniziarono una serie di dispute sul concetto di libero arbitrio. Cartesio è il pensatore del metodo per eccellenza. Prima Regola Viene considerato il fondatore della matematica e della filosofia moderna. Con l'avvento delle prime conoscenze in campo atomico, e soprattutto in seguito alla formulazione del principio di indeterminazione di Heisenberg, alla concezione deterministica propria della meccanica classica si è affiancata una concezione stocastica, basata sulla meccanica quantistica in grado di predire eventi solo in termini di probabilità, che non è più ritenuta il frutto di una conoscenza incompleta del sistema fisico, ma una caratteristica intrinseca del mondo quantistico. Il libero arbitrio è un concetto filosofico e teologico secondo il quale ogni persona ha la facoltà di scegliere gli scopi del proprio agire e pensare, tipicamente perseguiti tramite volontà, nel senso che la sua possibilità di scelta o decisione ha origine nella persona stessa e non in forze esterne. I suoi esperimenti tesero presto a focalizzarsi sulla quantità di stimolo necessaria per scatenare una reazione volontaria e conscia da parte di un essere umano. Probabilmente la strada era segnata tanto dalla storia quanto dalla sua vita personale: Cartesio nasce a La Haye in Turenna nel 1596. ... Ciò conduce spinosa a pensare che la libertà non consista nel libero arbitrio, bensì nell’adesione immancabile al bene, che si identifica con dio. Il metodo proposto da Cartesio avrebbe consentito di giungere a una conoscenza certa: il mondo, secondo il filosofo, è infatti conoscibile e bisogna solo capire quale metodo sia efficace a questo scopo. Fondandosi sulla ragione, il pensiero cartesiano può essere considerato come la base del razionalismo moderno. La volontà libera si distingue da quella non libera perché a differenza di quest'ultima si sottomette ai criteri della ragione, «essendo proprio della medesima potenza il volere e lo scegliere». abbiamo il libero arbitrio? La libera volontà dell'uomo dunque non è altro che la capacità di accettare la legge universale ineluttabile che domina l'universo. «Se io osservo una volontà che ritrae l'intuizione, anche da questo volere si è ritirata la necessaria attività organica. Nel bruno seicento si insinuava una mente geniale, grande mente, più che un bel corpo. Agostino si rifaceva in proposito alle parole di Paolo di Tarso: «C'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; io infatti non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. La volontà è libera. allo scopo di non rimanere "irresoluto nelle sue azioni mentre la ragione lo obbligava ad esserlo nei suoi giudizi" 1. Per questo filosofo la volontà c'è e può dare l' assenso a cose "giuste" oppure no. Popper si considera dualista ma non alla maniera di Cartesio, sostenendo che tra i fenomeni mentali e quelli fisici permane una forte dose di incertezza che garantisce l'esistenza del libero arbitrio. Si venne in particolare scoprendo che il cervello umano sfrutta una serie di reazioni chimiche e chimico-fisiche che generano i campi elettrici e magnetici, tramite i quali avviene la comunicazione dei neuroni, quindi la decisione volontaria di un individuo potrebbe determinare queste reazioni, regolate a loro volta da leggi fisiche ben precise, oppure esserne determinata. Il francescano Guglielmo di Ockham, infine, esponente della corrente nominalista, radicalizzò la teologia di Scoto affermando che l'essere umano è del tutto libero, e solo questa libertà può fondare la moralità dell'uomo, la cui salvezza però non è frutto della predestinazione, né delle sue opere. L'uomo tuttavia può ricevere alcuni "segni" del proprio destino ultraterreno in base al successo o meno ottenuto nella propria vita politica ed economica. Negli anni successivi,gli interessi di Cartesio si diressero soprattutto alla matematica, alla geometria, all’ottica e alla logica. Egli sostenne che: A lui si contrappose Giansenio, fautore di un ritorno ad Agostino: secondo Giansenio l'uomo è corrotto dalla concupiscenza, per cui senza la grazia è destinato a peccare e compiere il male; questa corruzione viene trasmessa ereditariamente. Alcuni hanno definito Spinoza ateo e nemico di Dio, altri, i più, panteista, altri ancora un uomo posseduto da Dio, profondamente religioso. [4] Tommaso, come Bonaventura da Bagnoregio, sostenne inoltre che l'uomo ha sinderesi, ovvero la naturale disposizione e tendenza al bene e alla conoscenza di tale bene. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me».[3]. Secondo Cartesio – come per Platone - esiste, nell’essere umano, un dualismo tra il corpo umano – che è una macchina – e la res cogitans (cioè l’anima): corpo e anima si uniscono, però, attraverso la ghiandola pineale, posta al centro del cervello. La libertà non sta nell'arbitrio, ma nell'assenza di costrizioni che consente ad esempio a una pianta di svilupparsi secondo le sue leggi: «Tale è questa libertà umana, che tutti si vantano di possedere, che in effetti consiste soltanto in questo: che gli uomini sono coscienti delle loro passioni e appetiti e invece non conoscono le cause che li determinano». Se la nostra ragione identifica qualcosa in modo chiaro e distinto, questo qualcosa esiste perché Dio, nella sua perfezione, ci ha dato un’infallibile capacità di distinguere il vero dal falso. Anche l’uomo può essere descritto come una macchina: le funzioni vitali e il sistema nervoso, infatti, possono essere descritti in termini meccanicistici. Le teorie incompatibiliste p. 20 Non era ancora il periodo della rivoluzione francese, ma esistevano già i parlamenti in Francia. [15] Libertà e necessità, termini apparentemente inconciliabili, possono per Kant coesistere nel concetto di autonomia, quando l'uomo cerchi di obbedire ad una legge che egli stesso liberamente si è dato. Riassunto di filosofia su Cartesio… Continua, Spiegazione dei principi su cui si fonda il pensiero di Cartesio… Continua, Breve appunto sul metodo, il cogito, res extensa e res cogitans e la fisica cartesiana… Continua, Cartesio: riassunto sulla Critica del sapere tradizionale e formulazione delle quattro regole del metodo, Cartesio, padre della filosofia moderna: riassunto, Cartesio: la vita e la "scienza meravigliosa", La nuova scienza filosofica di Cartesio e il metodo, L'esistenza di Dio e la realtà esterna in Cartesio, I principali eventi della vita di Cartesio, Le nozioni principali circa il pensieroe la filosofia di Cartesio, In cosa consiste il nuovo metodo della ricerca filosofica e scientifica che prende a modello la matematica, La differenza tra dubbio metodico e dubbio iperbolico, La differenza tra res cogitans e res extensa. Regole Definitive. Non può però osservare questa libertà della volontà, chi non è in grado di vedere che la libera volontà consiste in questo, che soltanto dall'elemento intuitivo la necessaria attività dell'organismo umano viene paralizzata, respinta, e sostituita dall'attività spirituale della volontà piena di idee.[...] ... ⦁ la volontà umana, il suo libero arbitrio è infinito ed è il carattere che ci rende immagine e somiglianza di Dio Per Cartesio si crea un rapporto conflittuale, una lotta tra le diverse passioni. La libertà consiste, ad avviso di Cartesio, nel fatto che, affermando o negando ciò che suggerisce l’intelletto, non mi sento coartato da una forza esterna, e ciò in forza del fatto che l’intelletto che detta legge sono io stesso, identificantemi con la mia ragione. Contro questo modo riduzionistico di considerare l'essere umano, tuttavia, ha preso posizione il filosofo della scienza Karl Raimund Popper, che attaccando il cosiddetto determinismo genetico, il neodarwinismo, e la sociobiologia, ha affermato l'autonomia della mente e la sua azione causale nei confronti del cervello e delle sue componenti genetiche. Il padre alza nelle sue braccia il figlio che ancora non sa camminare, che cade e che fa degli sforzi disordinati; gli mostra un frutto posato davanti a lui; il bambino vuole correre a prenderlo, ma la sua debolezza è tale che cadrebbe se il padre non lo sostenesse e guidasse. Questo metodo consente di tradurre i problemi algebrici in problemi geometrici e viceversa: con questa intuizione Cartesio ha fondando una nuova scienza, la geometria analitica. In attesa di stabilire delle . Questa idea non può essere stata prodotta dall’essere umano, che è limitato e imperfetto: per questo motivo, l’idea chiara e distinta di infinito è innata nell’uomo e deve avere la sua origine in un essere infinito e perfetto (Dio appunto), che l’ha messa in noi. Quotidiani locali . Si tratta di vedere ora cosa si intende per libero arbitrio e come questo collide con la concezione dell’umano propria delle neuroscienze. La posizione dei cattolici è facile da comprendere: se esiste il libero arbitrio, significa che sta al singolo sforzarsi di scegliere il Bene e di rifiutare il Male, tale scelta si ripercuote poi sul destino escatologico della persona ma già in questa vita diventano corollari il concetto di “peccato” e di capacità di Dio di non abusare della sua onnipotenza per determinare le scelte degli uomini (cioè per il cattolico … Per quanto riguarda il problema di come conciliare il libero arbitrio con il meccanicismo a cui sembra obbedire la Natura secondo la scienza galileiana, cartesiana e newtoniana, Baruch Spinoza “taglia la testa al toro”, come si suol dire, negando semplicemente che esista il libero arbitrio. I quattro fondamenti, o regole, del metodo furono illustrati nel Discorso sul metodo (1637): Il percorso che conduce alla conoscenza inizia col dubbio, cioè col rifiuto di tutte le conoscenze che sono tramandate per abitudine e tradizione: è necessario, dunque, dubitare su tutto e considerare provvisoriamente come falso tutto ciò su cui il dubbio è possibile. In questo senso, la morte non è altro che la dissoluzione della macchina umana. la prescienza di Dio e la libera volontà umana sono compatibili, poiché Dio può ben prevedere nella sua onnipotenza la futura adesione dell'uomo alla grazia da lui elargita; questo piano di salvezza si attua per una valenza positiva attribuita alla volontà umana, in quanto neppure il peccato originale ha spento l'aspirazione dell'uomo alla salvezza. Con lo sviluppo della biologia, conseguente soprattutto alla scoperta del microscopio, l'essere umano iniziò ad essere concepito come un complesso sistema fisico composto da particelle, e successivamente molecole, che fanno uso di reazioni chimiche, fisiche, proprio come ogni altro sistema fisico nell'universo, e dunque ritenuto soggetto alle stesse leggi della fisica che conosciamo; sorse allora il problema di stabilire se tali reazioni materiali fossero l'effetto o piuttosto la causa della sua volontà.