1-12-00 Is 29, 15-24; 1 Co 3, 1-9; Lc 10, 17-24 (Francesco), Quando ci si nasconde, si dubita della bontà di Dio. E' un amore esigente, vuole unità, semplicità e forza verso di lui. Tutti gli uomini provati dalla vita, infatti, partecipano alle beatitudini. - vs 3: i capi che sono fuggiti insieme, i prodi che sono catturati, ricordano la fuga dei discepoli quando Gesù viene catturato. - "Io non sono in collera" richiama il dolore che si prova quando si viene rimproverati da chi ci vuole bene. (Al vs 3 nei LXX non c'è "castigo" ma "visita"). La vera carità nella misericordia è l'essere sempre partecipi al grande movimento che Dio ci mette intorno per salvarci (notare la complessità di persone e luoghi nella conversione di Paolo). E' come se Dio si perdesse se non ci siamo noi; quanto siamo importanti per lui!. I testi di oggi danno grande letizia: li commentiamo per onorare lAnna, che io spesso provocavo dicendole che doveva diventare una martire. Isaia mette in guardia perché anche la luce non è sempre positiva. Quindi è un giorno di convocazione, di ritorno, di cambiamento del cuore. Il nome di «Secondo Isaia» gli è stato dato perché il suo pensiero s’ispira a una tradizione che risale al grande profeta Isaia (VIII secolo). Il peccato oggi viene denunciato dal Profeta come fatica da parte del popolo di accettare di essere il popolo del Signore. Al vs 4 l'innalzamento di cui si parla richiama la croce di Gesù. In questa casa sono passate tante persone ed essa, come quel bambino, ha preso tante vicende e nomi tristi: in questa casa si compie il miracolo dei due bambini perché quello che porta il nome cattivo viene poi a restituire serenità, il suo nome difficile viene trasformato in un nome di speranza e di pace. Bisogna abbandonare tutto (dice il vangelo) e mettersi fiduciosi nelle sue mani. - Ripensando alle case visitate dall'annuncio del vangelo, la situazione di Babilonia è proprio tragica. E' un'aratura che ha anche aspetti dolorosi, un lavoro per il quale il Signore agisce in profondità nella nostra anima; ma questo lo fa perché si possa seminare. - Leggiamo il testo di oggi sotto l'influenza del Dottorato in Patristica che ieri Giuseppe ha discusso a Roma. Nei due versetti successivi cambia discorso: c'è la promessa di Dio che verrà un tempo in cui godranno del frutto del loro lavoro. Il vs 3 sembra che dica in controluce cosa è chiesto a ciascuno per operare a favore degli oppressi. L'inizio della consolazione è in Dio che ci consola nel suo figlio Gesù, noi dobbiamo estendere questa consolazione ai nostri fratelli. La rovina di tutto ciò che non sta bene insieme a Gesù. La giustizia non è una virtù, ma è la consapevolezza che non l'abbiamo e quindi bisogna cercarla (vs 9). - La severità del discorso ci mette in difficoltà, ma la purificazione non è una condanna; a volte severità e rigore di vita sono necessari. Se avesse saputo di essere uno strumento avrebbe fatto quello che ha fatto?" Quest'ultima dice: "O sei contento, o sei nei guai". - vs 8: "Il sole retrocesse 10 gradi" è una cosa che riguarda tutti, quindi la preghiera e la sorte di un solo uomo ha rilevanza per la vita di tutti. Fede è la capacità di continuare a sperare dentro l'esperienza di peccato. L'agitazione nei LXX è "come il legno viene scosso dallo spirito": richiama la croce, c'è un presagio della passione. Anche nel vangelo dice di essere una cosa sola con noi. Se c'è Lui tutto è diverso, nella parabola di oggi il povero era a terra mezzo morto, ma il sopraggiungere del Samaritano misericordioso cambia completamente la sua storia. 23-9-00 Is 6, 1-7; Tt 1, 1-4; Lc 2, 41-52 (Francesco), La profezia è una potenza che, manifestandosi, salva. - Alcuni termini portano a ricordarci che Dio non è giudice, ma padre paziente e misericordioso, in una dimensione molto domestica. Quel giudice che si converte (nel vangelo) ancora una volta ci mostra la differenza fra Dio e gli altri dei che non combinano niente: invece il nostro Dio si muove bene verso la miseria dell'umanità. Questa è l'esperienza più dolorosa della fede. Così qui la percezione della santità di Dio, con la sua piccolezza, schiaccia la "grandezza " dell'uomo. L'avversario non va annientato: questo non è cristiano. - Ciò che salva Ezechia dalla morte è il suo grande pianto. Non si deve cercare la luce che non illumina, i tizzoni che si spengono, il fuoco che non può scaldare; bisogna cercare il Signore che è l'unica nostra luce per poter poi essere luce per i fratelli che incontreremo oggi. - "umiltà" del vs 14 in greco è un termine raro che significa "ansietà timorosa". In Gv dice: "Voi sarete chiamati liturghi di Dio", si tratta quindi di un popolo che fa una grande preghiera per tutti. - vs 5: "perduti" nei LXX è "essere trafitti". Così è per noi: la vita è sempre qualcosa di prezioso e irripetibile. Gesù. Nei LXX è "tribolazione su tribolazione, speranza su speranza", che significa accusare la Parola di Dio di essere una favola, un qualcosa che non si realizza mai. Questo è collegabile al rapporto Israele/genti: Israele in un primo tempo rifiuta il Messia e questo permette alle genti di conoscerlo. - vs 5: "giorno di panico voluto dal Signore"; forse la particella "dal" può essere "per" o "al"; quindi può voler dire che proprio per il Signore diventa giorno di panico e smarrimento. Un Dio che, non solo crea, ma chiama ed interpella la creazione. Anche ieri non c'erano due donne, ma un'adultera fatta sposa; è il mistero della salvezza che si compie in ognuno di noi. In conclusione, sono immagini molto belle anche se un po' problematiche perchè ci costringono ad una conversione e ad un rinnovamento della nostra vita interiore. - La persona che piace a Dio (in Isaia) è legatissima alla figura di Gesù che abbiamo incontrato ieri (dom III T.O.). - vs 5: si dice che è stata infranta un'alleanza che però è eterna. L'ascolto della parola di Dio va considerato superiore a tutto ciò che la nostra presunzione pensasse di potergli offrire. - E' una preghiera provocatoria nei confronti di Dio e sembra un dato irrinunciabile per Dio che sempre interviene. Nessuna situazione o vicenda ci è estranea. - Dal passo della Regola ci è venuta stasera una sollecitazione riguardo la povertà, che sarà il tema delle Scritture di domenica prossima. %�쏢 - Ringraziamo il Signore che ci ha riuniti anche stamane. Gli assetati qualificano l'ascolto come un atto vitale, l'unico che permette di attingere a questi beni che non si acquistano. Non ci può essere un'appartenenza al passato, la conversione non può essere un atteggiamento etico, è non sentirsi mai arrivati. - Il cap. Il cantico in origine è "la scrittura"; richiama il momento in cui Ezechia era entrato nel tempio con lo scritto pieno d'insulti e minacce del re d'Assiria. - "Israele è la mia eredità" (vs 25), ma al vs 24 aveva detto "Israele sarà il terzo, con l'Egitto e l'Assiria"; quindi Israele viene assimilato agli altri popoli nonostante sia il popolo scelto, il benedetto, l'eletto. - Questi versetti descrivono il mistero dell'uomo, dalla sua creazione, alla caduta, alla redenzione. - vs 3: "Perchè digiunare se tu non lo vedi, mortificarci se tu non lo sai?" Solo custodendoci fra i piccoli anche al di fuori della Santa assemblea saremo in condizioni di grande libertà (vedi Corinti). In quel brano era facile vedere la profezia della venuta del Verbo di Dio, Gesù, fra l'umanità per portare la salvezza. 14-12-00 Is 34, 1-4; 1 Co 7, 17-24; Lc 11, 33-36 (Francesco). Chiediamo con fiducia la misericodia del Padre. - I versetti del Libro del Profeta Isaia che leggiamo oggi sono una bellissima descrizione della comunione d'amore del Signore con tutti noi. - Viene ripreso il tema del giorno del Signore (vs 18 e 4,1). L'abbietto è lo stolto del libro dei Proverbi: il contrario del sapiente. In conclusione, i testi degli ultimi tre giorni ci descrivono il cuore dell'uomo nella sua condizione di benedizione o di maledizione: benedizione se accoglie la grazia di Dio, maledizione se si allontana da Dio e si espone all'invasione del male. Bisogna invece fare attenzione alla memoria di un altro: di Gesù. Le parole del Profeta questa sera invitano alla speranza che viene dall'amore di Dio. E' una vittoria sicura. Nella parte centrale c'è l'emergere dell'inviato di Dio, "uno che io amo", che compirà il volere del Signore ed al quale Dio farà andare bene tutte le imprese perché sarà accompagnato dal suo Spirito. - La parola di Dio, oggi ascoltata, è molto ricca. Bisogna rendersi conto che l'ascolto della Parola è il totale silenzio della nostra vita. Lasciamoci consolare da Dio. - vs 21: "Come mai? Chiediamo perdono per tutti i nostri peccati, deponendo sul suo altare ogni nostra fatica e ogni nostra umiliazione. Si capisce però che è insufficente. - Dopo aver tolto pane ed acqua, il Signore toglie a Gerusalemme e a Giuda tante figure di riferimento per il popolo. Brucia Israele o l'Assiro? Nella liturgia si piange e si gioisce insieme. E' un giudizio che vuole purificare, vuol far procedere i figli e le figlie di Sion verso una nuova condizione. - Oggi la chiesa fa memoria della beata Vergine del Rosario. - La parola dello "scorrere piano" delle acque di Siloe (Gerolamo traduce "che vanno in silenzio") viene usata da Giacomo con "a mio agio" e da Davide quando dice "Trattate con riguardo il giovane Assalonne". Dio è geloso. Anche il ladrone, quando dice "ricordati di me", vuole che Gesù guardi lui e non le sue iniquità; così nella nostra preghiera chiediamo che Dio ricordi suo Figlio e non i nostri peccati. C'è una capacità di vedere la provvidenza di Dio che tutto conduce. Chiediamo al Signore di darci luce e forza perchè il nostro spirito sia liberato da ogni falso dio. L'atto di fede diventa in Gesù l'obbedienza al Padre fino alla croce. Oggi c'è l'intreccio straordinario fra ascolto e mangiare e bere: il vero problema è avere sete. 28-9-00 Is 7, 18-25; Tt 2, 11-15; Lc 3, 21-22 (Francesco), In ogni vicenda desolata c'è anche la salvezza. Anche Renato della casa della Costanza ieri è tornato al Padre alla luce di questa speranza. Le ultime parole, "abbandono fiducioso", ci invitano a questo. - Il Signore rassicura che la ricerca di Lui non è a vuoto. La purificazione la rende ancora città della giustizia e dice che sarà riscattata per mezzo della rettitudine e della giustizia. Dal «Prologo al commento del Profeta Isaia» di san Girolamo, sacerdote(Nn. Chi può rivolgersi a Dio in modo così imperativo? - Il Signore ha grande attenzione per Ezechia, sembra quasi che gli mandi il Profeta per dargli l'opportunità di pregare. Attraverso il profeta il Signore dà grandi assicurazioni riguardo il suo interesse e la sua protezione sull'uomo. La sua casa è diventata casa del Signore. - Le parole che oggi riceviamo attraverso il profeta Isaia cantano la bellezza del messaggero di buone notizie. Secondo Gesù le cose sono buone non di per se stesse, ma perché Lui le vive con noi. nel senso di cosa può venire dalla notte, che senso ha, o anche che speranza può venire da essa. Anche lo stupore richiede di lasciare aperta la domanda, bisogna lasciare posto ad una certa misteriosità. Adesso che è venuto Gesù, conviene accedere al giudizio divino perché è di perdono. Sono misteri per i quali bisogna affidarsi alla misericordia di Dio. Per quanto riguarda i "morti" del vs 14, si può notare che non c'è l'articolo, quindi la parola morti si riferisce ai padroni e false divinità del vs 13. - Il canto iniziale ci ha ricordato la potenza del Signore. - Il testo d'Isaia si può leggere in modo molto positivo: basterebbe considerare il vs 25: "Io, io cancello i tuoi misfatti, per riguardo a me non ricordo più i tuoi peccati"; poi indica la strada della piccolezza, dell'umiliazione e anche della punizione per cancellare i peccati. In moltissime case della nostra campagna sul televisore c'erano i due busti di Lenin e di Papa Giovanni; e per la gente questa non era confusione, era un modo di esprimere il cammino dei poveri. La vita viene riposta nel comandamento dell'amore, viene appoggiata alla volontà del Signore ed ai suoi precetti. Abbiamo dormito e sognato perchè la realtà vera è troppo grande per noi. Per entrare nella santa liturgia, chiediamo perdono per tutti i nostri peccati, particolarmente per quelli contro la speranza. non pensa di risolvere la situazione potenziando il suo esercito o alzando mura più alte, ma si affida a Dio. - Il brano del vangelo è un segno di grande misericordia da parte del Signore, una strada che ci viene data per far sì che l'invito del profeta possa essere accolto da ciascuno di noi. Chiediamo perdono per il nostro facile autogiustificarci, per il presentarci agli altri come sapienti, giusti, buoni, mentre dobbiamo presentarci nella nostra povertà per poterci sedere con il nostro Signore alla mensa dei peccatori. - Bello il paragone col parto che non funziona. - Il brano si può leggere alla luce di quello di ieri: gli abitanti di Gerusalemme erano puniti per essersi impossessati della città santa, oggi forse Sebnà si è impossessato del dono di Dio (superbia, sepolcro in alto) ed il Signore punisce lui ed il suo successore Eliakim che, in fondo, non confida in Dio. - E' un messaggio universale, vale per tutti, non c'è più distinzione fra Israele e le genti. Il vangelo di oggi ed il tempo d'avvento ci dicono che Dio per entrare in una casa deve diventare piccolo. Anche le altre immagini (tenda di Davide, giudice di giustizia) sono molto forti nella direzione di una lettura cristologica, come fa San Girolamo. Rispetto ad Abramo qui c'è un certo compimento: lui obbedisce e parte per una terra incerta, che non conosce e per una generazione che sembra impossibile ("vedeva come morto il proprio corpo e morto il seno di Sara"); Isaia invece chiede di accettare come luogo di salvezza una circostanza che sembra perduta. Anche ieri abbiamo visto la battaglia col sangue che gli contamina le vesti; questo lo collega al vangelo di oggi dove Gesù è portato a morire fra i due malfattori, 29-3-01 Is 63, 15-64, 3; Fil 2, 1-11; Lc 23, 32-38 (Francesco). - Affidiamo a San Matteo la nostra comunità dei Ronchi, tutta la gente che vi abita e soprattutto il nostro rapporto col vangelo. Si possono avere tutte le carte in regola riguardo all'appartenenza al popolo del Signore, ma manca il rapporto personale col Signore. Al vs 11 dice che c'è la desolazione perché abbiamo fatto culti idolatrici e ci siamo illusi di poter camminare da soli, ma tutto svanirà in un dolore insanabile. Gesù che ascende in cielo è l'umanità che entra nel mistero di Dio. - Colpisce che al vs 21 si parli del sacerdozio esteso a tutti. - C'è grande abbondanza di grazie da parte del Signore, quindi c'è l'invito a partecipare a questo patrimonio che è gratuito. E tuttavia la tradizione ebraica non chiude il libro di Isaia con questa immagine fondamentalmente tragica. Ieri c'era la grande tribolazione del popolo e l'invito finale alla fede, oggi c'è l'invito a chiedere. - vs 1: colpisce la parola "fiume" che richiama la Genesi: "il Signore piantò un giardino in Eden, un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino". C'è anche una progressione del male che parte da contrasti fra fratelli, e si estende fino a generalizzarsi in regno contro regno. E non si tratta di una manifestazione, ma di una uscita come ha appena detto della legge (vs 4). Dio unifica tutto dicendo che siamo tutti lontani e tutti in cammino. In ebraico al vs 5 dice "il mio cuore geme", al cap 16, 9 "io piangerò nel mio cuore" ed al cap 16, 11 "le mie viscere fremono". "Baldanzose" è "figlie confidenti", "tranquille" è "confidenti". La lettera di Pietro dice che il nostro comportamento deve assencondare questi avvenimenti, anzi deve affrettarli. Il testo passa quindi dal servo reietto ai miseri. Quando gli stranieri entrano in Gerusalemme portano ornamenti e ricchezze; quando un fratello entra nella misericordia di Dio, la città di Dio viene arricchita. Senza questa unità ci saremmo trovati in difficoltà nel leggere certi testi di Isaia. Sia il brano dell'epistola che quello del vangelo ci aiutano a capire il passo del profeta Isaia che ci parla degli idoli e, in particolare, dell'idolatria di noi stessi che ci toglie dalla quiete e dalla comunione con Dio. Le nozze sono da riporre nell'invisibile. Abbiamo visto tante cose e persone abbassate dall'innalzamento del Signore. Cioè Dio sembra stare al gioco: beffardo con i beffardi (Salmo 17), per cui se si smarrisce il timore di Dio si arriva sempre più giù. - Bisogna fare una lode alla Bibbia di Gerusalemme che dice che il brano di oggi gioca con le parole "stancare" ed "asservire". La vera offerta è la sofferenza. C'è poi una descrizione di lutto a cui si contrappone un "esalterò" del Signore; quindi c'è un alternarsi continuo di alti e bassi, tutte parole che, lette nella passione del Signore, danno conforto e speranza sia per i vicini che per i lontani. Poi al vs 30 c'è la voce del Signore ed il canto del popolo che è il modo di accogliere la Parola del Signore. 9-1-01 Is 38, 1-8; 1 Co 10, 14-22; Lc 12, 49-53 (Massimo Masi). In tutto il libro c'è l'invito a non considerare primario il sacrificio esteriore, ma il sacrificio del nostro cuore. Nel vangelo il Fariseo "prega se stesso". 19-1-01 Is 41, 17-20; 1 Co 12, 31-13, 13; Lc 14, 7-14 (Francesco), Io, il Signore, li ascolterò e non li abbandonerò. Chiediamo perdono per non saper piangere e gioire col Signore. Tutti siamo esposti a qualche esclusione, ma siamo del Signore in modo assoluto; Lui ha attirato tutti a sè e noi ci lasciamo sedurre da Lui. Anche i nostri fratelli, che sono diventati preti in questo giorno dell'esaltazione della Croce, sono segnati da questo. Cioè il testo vuole rappresentare col massimo realismo il peso della notte. E' un riconoscimento senza attenuanti che, quindi, diventa una preghiera. Sono tutte espressioni che parlano di intimità fra l'uomo ed il Signore. Il Battesimo ci ha tratti fuori da questo mondo: il nostro Re, il nostro Santo, è Dio. Il male è lucidità, è un certo modo di vedere. - Le parole oggi sono molto importanti a dispetto di quanto aveva detto ieri il gran coppiere. - Affidiamo a San Luca le nostre case e le nostre città. La parola è chiusa, sigillata in noi. Ma c'è la volontà buona di Gesù che viene a cercare ed a salvare. E ricordiamo che il Signore ci conduce nella via della salvezza e della pace. Dare a Cesare quello che è di Cesare (brano del vangelo) è il contrario di un'equa divisione fra Cesare e Dio, perché dando a Cesare il suo denaro vuol dire sbarazzarsi di lui, per poi dare tutto quello che si è a Dio. Il significato potrebbe essere: poiché il vostro (popolo d'Israele) obbrobrio è stato doppio, allora loro (gli stranieri) riceveranno il doppio. La barca della nostra vita tocca subito la riva in Gesù. 14-10-00 Is 12, 1-6; Gc 2, 14-18; Lc 5, 33-39 (Francesco), La tua collera si è calmata e tu mi hai consolato. - Tutte le volte che noi preghiamo compiamo un atto di conversione. - E' un brano molto attuale: ci sono tanti guai e noi cristiani dovremmo saperli leggere con uno sguardo appropriato e non con uno sguardo mondano. Qui emerge il suggerimento che la bontà di Dio impedisce la sua partecipazione al giudizio. - vs 1: la dispersione: richiama da una parte Babele e dall'altra i discepoli che vanno in tutto il mondo a predicare. - Anche la lettera ai Romani è preziosa quando ribadisce che è il cuore dell'uomo il filtro ed il mezzo per conoscere Gesù. - Bella esaltazione della femminilità della chiesa; Dio si paragona spesso alla madre, si commuove fino alle viscere, la sua misericordia è tenerissima. - Ci possiamo chiedere se c'è continuità nel discorso che il Signore ci rivolge ogni giorno. - C'è una domanda nel passo di oggi del profeta Isaia, che è fatta da Dio stesso. Il testo originale è più duro della versione italiana. Tutte le affermazioni di forza e potenza di Dio sono in funzione della sua volontà di entrare in relazione con l'uomo; vuole che apparteniamo a Lui. abbiamo ascoltato il dialogo fra Gesù e Simone: "Getta le reti!" Al vs 35 dice la motivazione dell'azione di Dio per proteggere Gerusalemme: per se stesso e per il suo servo Davide (nel quale si può vedere il Messia). Al vs 4 il leone che ruggisce (nei LXX "sono pieni i monti della sua voce"), si parla di una discesa del Signore e sembra che i nemici vengano sconfitti dalla sua voce. - vs 5-8: DIO-I POPOLI. Soffre volontariamente e, nel silenzio, offre se stesso. Chiediamo perdono per le resistenze che spesso opponiamo all'amore di Dio e dei fratelli. C'è poi corrispondenza fra capacità creatrice di Dio e sua signoria su tutto il creato. Il tribunale richiama la passione di Gesù. Al vs 3 "non avevamo alcuna stima" è il verbo del non contare, non tenerne conto; è proprio la persona da cui riceviamo tutto, è Gesù, ma è anche tutte le persone della nostra vita, tanti casi di dolore, di persone toccate dalla predilezione di Dio. Chiediamo perdono per tutte le volte che abbiamo pensato che ci siano alternative di pace fuori da questa vigna. - vs 5: "la gloria del Signore sarà come baldacchino": questo baldacchino, luogo coperto, potrebbe essere la stanza nuziale; è una copertura per il suo popolo, fa pensare alla gelosia di Dio per la sua sposa.