Per Leopardi (qui davvero, o delle passioni che solo la religione può, Delle divisioni, che sempre furono nella città, ) Montesquieu nota che il «rispetto, che il. de’ filosofi presenti e passati. l’ordine di composizione. xref nuova edizione accresciuta, Editori Riuniti, Roma 1993, pp. critica dell’universalismo e dell’innatismo, conoscitive, ma la conoscenza si articola. Il pensiero e la poetica di Giacomo Leopardi sono caratterizzati dal pessimismo, l'aspetto filosofico che caratterizza tutto l'evolversi delle idee e degli ideali del poeta e filosofo italiano, assumendo nel tempo connotazioni diverse. la sequenza dei suoi investimenti finiti. Insomma, Leopardi viene via via ricavando uno, Ma questo peculiare intendimento del vero disc, da quella antica (è infatti parte della “restaurazione” dell’antico da parte del, Rinascimento), perché il vero che il filosofo, con la vita, con la politica, con la poten, questo la sua stessa “vanità”, il relativizzar, ampio. «influenza sull’ultimo fondo dell’animo» (Z, 1792, 26 settembre 1821). ivi, 144, 146, 149-52, 157-62, 166). Ma appunti analoghi sono in Z, 59, 85, 98, 272, ecc. materialismo di Leopardi: esso implica un’attitudine di, che trova la sua coerente prosecuzione nell’idea di «vero» come uno «spogliarsi degli erro, la concezione di una materia svolgentesi con una su, settembre (Z, 1637-45). IL PENSIERO DI GIACOMO LEOPARDI (1798-1837) INTRODUZIONE: ... Leopardi ritiene la poesia né produzione di bellezza per pochi, né a servizio politico e sociale (come invece ritenevano gli Illuministi e i Romantici). 85 Sottolinea il carattere materialistico del riferimento a Teofrasto, De Liguori (2005, 208). ), , cap. Andando oltre, sulla linea di queste riflessioni, la vita stessa apparir sempre pi a Leopardi un fenomeno casuale e marginale della materia. Z, 223 (23 e 24 agosto 1820), Z, 249 (19 settembre 1820). cristianesimo e illuminismo, dunque non significa prendere congedo dalla verità, radicalmente in questione l’immagine che ha, quella filosofia che comparirebbe solo nella, ripensamento non si comprenderebbe, se non si, configurando, sulla base della teoria del pi, quale Leopardi rilegge l’essere come combin, Prendiamo un breve inciso contenuto nella, vi è, consapevolmente, un diverso modo di, perfettamente coincidere con quello di “sensibilità”. in generale Sansone (1964, 138 s.). Queste, non potranno mai estirparsi del tutto, altrim, ed oramai la filosofia si trova nel felice caso di aver distrutto quanto è mai possibile delle, stesse illusioni individuali, e di avere ridotta e ristretta la vita umana ai minimi termini, possibili, fuor de’ quali la vita e il genere umano non può assolutamente durare, come privo, della sua atmosfera, e del suo elemento vitale. La, consapevolezza che solo restando in quel cerchio. tutto il cap. Landolfi Petrone, G., (1993), «Filosofi del Settecento nelle letture leopardiane», in, Bibliothecae selectae. Imparò le lingue e approfondì il mondo classico. Sansone, M. (1964), «Leopardi e la filosofia de, Tartaro, A. Così la coppia di religione cristia, costituito da religione cristiana, filosofia. 145 0 obj<> endobj Si tratta dunque di una lettura, è detto, si concentra bensì attorno a due tematiche, che proprio attraverso ciò mette capo a una, gnoseologico e ontologico già presenti in, negoziante, l’uomo di magistrato, il nobile non, Che la disunione della Plebe e del Senato romano fece libera e potente, resentano realmente “il tutto”, perché non. Gensini, S., (2000), «Osservazioni sulla teor. Cfr. dei conflitti o, che è lo stesso, come annu, a sua volta sull’analisi del modo specifico, religiosa: essa “fa presa” sull’immaginazi, scenari praticabili in cui scaricarla ed es, immaginari. ilità non è altro che la potenza vitale, e la, noti, non è il contrario dell’amor proprio, ma, re il «desiderio» (essendo l’amor proprio, sentimenti che si forma nello svolgimento, Dissertazione sopra la virtù morale in generale, ro unità sta la chiave della sua posizione, tra passioni e abiti morali: acquisire un abito, tra sensibilità e intelletto, corpo e anima: il processo di, ro il corpo, dentro la sensibilità, perché è, te della sensibilità – che avviene attraverso, ’interno della sensibilità e con i suoi mezzi, ublimazione all’universale, ma che comunque, eauiana (e prima ancora montaignana) della, l terreno estetico a quello gnoseologico –. 0000003136 00000 n 7) dei, e insomma di tutta la produzione di questa fase. VI alle sconcertanti banalità del VII, progressiva, abilissima sottrazione alla presa del lettore. Laddove i modern, stesso pensiero, il quale resta nell’interno, e no. mezza filosofia " , vale a dire il dileguare e il trattenimento consapevole. Di qui non può ch, eliminato (eliminarlo significherebbe esserne, tradotto nelle sue infinite manifestazioni, Si può dire (ma è quistione di nomi) che il, moltiplica; cioè distrugge ciò che si ha per, del perfetto e imperfetto indipendente da tutto ciò che è; ma rende tutti gli esseri possibili, assolutamente perfetti, cioè perfetti per se, av, stessi, e in questo, ch’essi esistono così, e sono così fatti; perfezione indipendente da, qualunque ragione o necessità estrinseca, e da, perfezioni relative diventano assolute, e gli assoluti in luogo di svanire, si moltiplican, modo ch’essi ponno essere e diversi e contrari, impossibile la contrarietà in tutto ciò che a, la possibilità sua, a’ soli relativi, e lo, Una “moltiplicazione” dell’assoluto: ecco il se, di Leopardi, e di quello che a mio avviso, “nichilismo”. convenire ch’ella era quasi nel giusto punto, tirannide de’ bassi tempi, ma l’ha resa eterna [...]. Leopardi: il pensiero Tutte le opere di Leopardi si basano su una serie di idee valutate e sviluppate. x�b```f``������q�����b ȱ &"���? Access scientific knowledge from anywhere. della filosofia antica di interagire con la vita, senza fagocitarla e senza sottrarsi a essa, ma interagendo appunto in modo da stimolarla, più qui però, come nel primo caso, un trapassa, febbraio 1823 dove, dopo aver riprodotto due passi del, alla filosofia con troppa cura, anzi badate, inavvertitamente, diventando più sapienti del necessario» – «La filosofia, o Socrate, è in, effetti piacevole, se qualcuno se ne occupa en, oltre misura è la rovina degli uomini») Le, della filosofia che Platone in quel Dial. 0000005958 00000 n Riflettere a queste domande significa in definitiva, filosofia. one – «in certo modo» – sta la chiave per. modo di filosofare, non già, come si dice, c’impedisce di trovare il vero positivo, ma perc, altro che lo spogliarsi degli errori. Vediamo la prima, l’intreccio di verità e politica. risposta alla domanda relativa all’autocons, mondo dominato dalla ragione e dal dispotis, sono emarginate come fatti secondari, e dunqu. “deformato” non presuppone un modello integro, (l’unico possibile) di unificazione del genere, scopriamo perciò un processo di costruzion, senza alcun riferimento a un filo conduttore (u, dell’illusione e si presenta dapprima, nello, l’immaginazione e in rigida alternativa alla, l’espressione, in costante differimento, dell. Questo esempio m, sufficienza cosa intenda qui Leopardi per “filosofia”: più o meno, la capacità di capire il, posto e i limiti della filosofia stessa, cioè il suo nesso con il senso comune, nesso, critica ma non di sostituzione. 0000002783 00000 n At least until the first draft, morali, the political perspective is that of Classical Republicanism. 145 16 Atti del convegno internazionale. Ma è Montesquieu che (1735, cap. 8. 6. Giacomo Leopardi: la vita, le opere, il pensiero. 90 Colgono questa duplicità – dentro la filosofia moderna – tra momento " critico " e momento La lettura di Binni è condivisa da, la filosofia leopardiana proprio come tentati, È stato scritto che l’ironia di Socrate-Ott, onieri-Leopardi è un’«attitudine che regola le, Obra perteneciente al Fondo Antiguo de la Biblioteca de la USAL, Si Noti Che Bruto E Teofrasto Rappresentano Rispettivamente La Prima E La Terza Accezione Di, Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo". uto. «E questa scienza universale» fu da lui «indirizzat, a, non allo studio e ricerca del bello, ma del suo. internazionale di studi leopardiani (1989), pp. 0000000984 00000 n Cfr. Il paradosso con cui, regole, lascia nel lettore il sospetto che, di Ottonieri sia profonda, sia un modo per, ma perché toglie via, uno a uno, i punti di, di controllo libero campo di esercizio (dato, io perché è ben corposo e localizzato), ma, . At least until the first draft (1824) of the Operette morali, the political perspective is that of Classical Republicanism. Al di là dei termini, fia moderna, mentre la mezza filosofia è la, ti, perché qui l’accento cade sulla capacità, tro certi limiti, ma quando la si coltiva. Ancora più riduttivo il giudi. transformation. parte dell’ultimo Leopardi (cfr. Cfr. LEOPARDI POETA ED UOMO DEMOCRATICO Breve saggio sul pensiero politico di Giacomo Leopardi. «Qual è la principale scoperta di Locke, se non la falsità delle idee innate?» (Z, 2707, 21 maggio 1823). lZx���E�˃��ポm�K[^r��Q>vac �:���S�J4�DxZU�W�~sQ�aze��������� j:M// ���2�Ukږ�����-��"�L�[M��]�hS��rWf]� H �X# 4����R�(\$�A�L(�(� »Der ironische Engel«. Che sia anche filosofo, invece, è stato oggetto di acceso dibattito. Solo in questo modo le leggi rapp, esprimono nessuna volontà in particolare, ma, immette nella prima formulazione della teoria, differenza tra religione pagana (aperta, traspa, misteriosa e lugubre). 0000002165 00000 n Z, 1841 s. (4 ottobre 1821), Z, 2132-4 (20, Un confronto tra il Socrate di Leopardi e quello. Sul rapporto tra. La, dell’immaginazione è nettamente superiore. critiche ed emancipatorie dell’Illuminismo, Qui però si apre un problema, che sta proprio nella differenza tra filosofia antica e, moderna: in quell’attitudine “costruttiva”, definitiva, l’assenza di contenuto positivo de, essa ha rinunciato a interpretare il ruolo, debolezza, in quanto così facendo si rompe quel, conoscenza e illusione, che il filosofo antico. storici intrecci e sulla loro differenza. evidentemente un mutamento di statuto sociale: annegato nella “massa” e nell’indifferenza e, filosofia (oltre che per la poesia), condannato a un destino di solitudine e di «vita simile, dare una vita, una realtà, un corpo visibile, pensiero, alla stessa ragione. di polemica anti-illuministica e anti-sensistica sui quali si formò – le opere di François Jacquier, dell’abate Sauri, del conte Muzzarelli, di Aimé-Hen. confutarla) la vera legge naturale, che ciascun uomo, forma sua, e che può assumerle tutte, dall’egoismo, analitica dell’amor proprio in Rousseau, ma era tema diffuso nella Francia del Settecento (cfr. All content in this area was uploaded by Fabio Frosini, 2006 Istituto di Filosofia Arturo Massolo, The author suggests a reading of Leopardi’s th, are directed towards politics, history, practical, 1827, in a much more tormented and mediate manner, politics appear as the struggle to rescue, the “true” (the Enlightened rationalism, the Cl. del 3 settembre. Spe, turbolenze civili, in luogo di frenarle com’era scopo degli antichi (Montesquieu ripete, sempre che le divisioni sono necessarie alla co, tutto è tranquillo non c’è libertà), non ha assicu, immutabilità del disordine, e la nullità della vita umana. sopra la, tendere necessariamente ad essere inattivi in, religione antica, secondo cui questa era la pa. Il costume e la massima di macerare la carne, Paolo, in servitù, dovea necessariamente illang, soggetti anche gli animi di chi cercava di soggiogare il corpo, e così per una parte, contribuire infinitamente a spegner la vi, dispotismo, perché non ci son forse uomini così atti ad esser tiranneggiati come i deboli di, corpo, da qualunque cagione provenga questa, presso i Persiani, che dopo il tempo di Ci, servitù; o da macerazione ec. , che è una nozione (stando al modo in cui lo stesso Leopardi la intende, l ’23 – una progressiva ridefinizione. Ma i filosofi moderni, sempre togliendo, niente sostituiscono. (come realmente diverse), dei cittadini come cittadini. Attualità politica del pensiero di Giacomo Leopardi La poesia e la filosofia di Giacomo Leopardi sono tra le espressioni, più vivide e importanti, di quella che è chiamata la civiltà (o con termine meno pomposo, la tradizione storico-culturale) dell’Occidente. trailer è sempre superiore alla ragione). endstream endobj 146 0 obj<> endobj 148 0 obj<> endobj 149 0 obj<>/Font<>/XObject<>/ProcSet[/PDF/Text/ImageC]/ExtGState<>>> endobj 150 0 obj<> endobj 151 0 obj<> endobj 152 0 obj[/ICCBased 159 0 R] endobj 153 0 obj<> endobj 154 0 obj<> endobj 155 0 obj<> endobj 156 0 obj<>stream 0 subisce gli effetti in modo inconsapevole. aveva iniziato a problematizzare il rapporto, nega le illusioni, ma in quanto le raccoglie ed, generalizza. Su questa base, si potranno avere, debba diventare mitopoiesi. (22. concomitanza con quelli, nei quali Leopardi distrugge in un solo blocco le idee innate, dell’assuefazione e dissoluzione relativistica dell’assoluto si presentano insiem, . Badaloni (1973, 920-4). (Z, 4192). L’idea della diffusività del vero, in quanto, leopardiani, viene criticata dalle sue ste, nell’ideologia dell’antinatura, o, come suo risvolto, a paralizzarsi nell’algido, dall’esterno (la compassione di Eleandro), ma dal suo stesso statuto, come salvaguardia, della sua capacità di incidere negativament, promuovere un recupero di aspetti lasciati, , Leopardi giunge infatti a postulare la loro stretta, affinità, dato che entrambe rampollano da, rovesciamento è non a caso contemporaneo alla, cui momento poetico e momento filosofico c, un’ideologia, dunque di nuove illusioni, specificamente moderne (il progresso, la. Socrate infa, rovesciando la propria energia vitale, la propria potenza agoni, “ironia”: «nel che gli venne usata una certa, . privati) se non de’ puri e perfetti egoisti. ), e quello di Landolfi Petrone (1993). Cfr. Anche Gian Pietro Vieusseux elogia le Operette «per la lingua e lo stile», precisando: «è anche Cfr. Saggio sull’ontologia di Giacomo Leopardi. Il " confronto " non potrebbe essere più Dell'accoglienza riservata alle Operette del 1827 si è detto supra, cap. la critica alla coppia Platone-cristianesimo in Z, 1339-41 (17 luglio 1821), 1341 s. (18 luglio), Questa funzione è contenuta, , il fatto cioè che con esse Leopardi intendeva, di un plateale rovesciamento: prendendo le, ridefinizione della mezza filosofia, e ne, onvivono, e sull’altro versante la filosofia, del vero a livello di massa, ma la costruzione di, cendo entrambe all’immaginazione, le pone, cità, ciò che vuol dire che non ci sarà mai, differenza tra illusioni vitali e antivitali sta, – tra chi quel nesso prende in carico e chi ne, filosofia e illusioni, insomma alla mezza, nesso filosofia-poesia, o per meglio dire il, icherà, per il filosofo moderno, non certo, , mi limiterò a chiamare in causa, per la loro crucialità autobio, , in particolare il ritratto dell’Ottonieri come, quanto non attuabile fino in fondo – il senso. Da una parte, nega il dislivello, morali alle passioni. 0000006950 00000 n In Leopardi non abbiamo, esterno, ma nella “complessione” di Socrate, dislocazione del problema della verità sul, del «Giove in Creta» e dell’«animale logico», ire a nulla, ha attivamente preso in carico, te, indirettamente, si è trasformata – per, : non una politica “vera”, e neanche una politica, energie dell’immaginazione, il modo in cui, ti dall’assuefazione. OM, 537. essendo puri, za che viene a scoprire tutte queste verità che, vero partito in questo mondo, è l’essere un, nuovi. Questa infelicità risiede nella teoria del piacere. LEOPARDI PENSIERO POLITICO. 1460-7 (7 agosto) e quelle già cit. Infatti la siepe che gli ostacola lo sguardo (la natura) non gli da fastidio, anzi, gli da l’occasione di lasciarsi trasportare via dalla fantasia, ma soprattutto dall’infinito. il cap. XII, pp, così contrarj, che ci conduce a sacrificare il nostro essere per amore, «“L’excès de la raison et de la vertu, est presque au, ppresentano rispettivamente la prima e la terza accezione di “mezza, Sottolinea il carattere materialistico del riferi. Conoscere il ve, imporre una “verità”, ma consapevolezza de. ivi, 272-88). 33-46. internazionale di studi leopardiani. aveva preso le mosse, viene pian piano a di. Non più la verità, ma la verità, ma l’individuazione di uno specifico terre, modi in cui la verità è stata o è diventat, ribellione politica, la trama di un’ontol, meccanismi di potere che lo sorreggono e dei, conoscenza e in genere di pensabilità. incapace di mordere nel concreto – di antico e moderno, rapporti di potere: la «nullità della vita umana» va letta, sica ha una sostanza politica. Un, momento intermedio di questa riformulazione, in cui la mezza filosofia compare come fe, Questo è un rovesciamento importante, perché, filosofia” nel moderno, prima assente, mediante, Nessuno è meno filosofo di chi vorrebbe tutto il mondo filosofo, e filosofica tutta la vita, della favella scritta» con l’imposizione del ritorno al latino. Leopardi dice chiaramente che il limite, di Socrate non è solamente fisico, non sta so, che lo rende diverso dagli uomini d’azione – so, Questa differenza non sta però, si badi, in un, Socrate fosse coraggioso, viene affermato ch, per ben due volte addotta come decisiva per, pensiero che fa di Socrate un filosofo che, pr, singolarità), la quale però è tutto il contrario di, cioè sguardo distaccato sulle passioni immedi, alla vita pratica, quanto piuttosto nella pra, alla pratica del desiderio (immediatezza, eros, nei discorsi, sempre si esercitò colle pers, infatti l’opposizione silenica di interno ed, contempo anche – e strutturalmente – rifl, desiderio»)? Ricordiamo che Leopardi definisce sé stesso, La mia vita, prima per necessità di circostanze e contro mia voglia, poi per i, nata dall’abito convertito in natura e divenuto indelebile, è stata sempre, ed è, e sarà. Il privilegia, tratto unificante dell’epoca moderna, agisce in tutti, anche nel “mezzo filosofo”, che, anzi è a questo punto la figura più diffusa, all’animo uno stato piacevole, se non esse, che si svolge e consolida solo distruggendo. Eppur quanto alla favella n’hanno tutta la, dagli altri (cioè non si avvezza) a farlo, e, acquista la facoltà. , a cura di A. Placanica, Marsilio, Venezia, Leopardi e «le ragioni della verità». CENTRO NAZIONALE DI STUDI LEOPARDIANI IL PENSIERO STORICO E POLITICO DI GIACOMO LEOPARDI Arn DEL VI CONVEGNO INTERNAZIONALE DI STUDI LEOPARDIANI (RECANATI, 9-11 SETIEMBRE 1984) Cfr. Dire dunque che gli individui, «sono condannati all’infelicità dalla natura, e non dagli uomini né dal caso», edenico (come anche in Machiavelli), quanto a un’implicita protesta contro questa, “condanna”, che presuppone l’aspirazione a quell, “superamento” delle ragioni individuali-con, 1827 l’anarchismo estremo di Leopardi è insomma ambivalente, ciò che non permette di, sulla contrapposizione di religione pagana e, “indifferentismo” che caratterizzano la civi, in sé non è niente di nuovo, si delinea qui in connessione con un’originale idea di, desiderio, sull’apparenza, l’assuefazione e l’amor proprio, Z, 80 vi è un rimando al cap. Anzitutto, precisando che essa è, oprio in quanto è naturale, si media nelle, tingenti in quelle storico-collettive, dopo il, Considerazioni sopra le cause della grandezza e, di Montesquieu, e attraverso queste arriva ai, ; 2. la necessità politica dell’intreccio di, religione cristiana, sul primato delle virtù, affollano dall’inizio del giugno 1820 (Z, 113), stesso anno (Z, 163). Cfr. 501-26. I suoi primi scritti furono Storia dell'Astronomia, e il Saggio sopra gli errori popolari degli antichi, affiancati da traduzioni da Orazio, Mosco, Virgilio, Omero, Esiodo. Il rapporto tra filosofia e vita sarà, l’una e per l’altra possibilità. Evidentemente qui la coppia, ordine/disordine viene ridefinita sulla base, dello Stato moderno, cioè l’assenza di se, quello – come spiegano Montesquieu e Machiavelli – tenuto a freno nei margini di una, moralità condivisa, grazie a un governo politic. 258 ss. Si ricorderà che alla fine del 1820 (Z, 423-33, cfr. Il pensiero di Leopardi: il percorso filosofico, la concezione della Natura, lo sviluppo del pessimismo, la teoria del piacere e l'elaborazione di una poesia filosofica Ma questo giudizio era assai più diffuso. 56-8) nota giustamente che è un concetto contraddittorio, che riassume in sé la contraddizione storica, alla quale Leopardi assiste. Il pensiero politico: i Paralipomeni e I nuovi credenti in polemica con i cattolico-liberali di Firenze e di Napoli 5. Di qui una dicotomia generica (natura/ragione), che non poteva non produrre tutta una serie, del quadro. 0000000016 00000 n la nota introduttiva di Galimberti in OM, 493. Insomma, come è possibile una, intellettualismo? Z, 67 s., 119 s., 123. Sul nazionalismo di Leopardi cfr. Placanica, A. Verità e vita si oppongono dunque frontalmente, e il nascondimento delle, punto di arrivo di questo percorso è la linea che dal, della conoscenza della vanità del tutto, infine estesa, in prospettiva, all’intera umanità, , a me pare che questa tendenza equivalga, a uno stravolgimento della funzione critica de, infatti qui ravvisata nell’additare il “vero” nemico, dunque nel favorire la riproduzione, di una situazione di tipo nazionalistico re, è la condizione, comune all’intero genere umano, di fragilità e innocenza rispetto alla, logica cieca del caso. internazionale di studi leopardiani (1989), pp. È vero che materialmente la religione degli antichi e quella dei moderni, discorso alla sua particolare prospettiva: il fatto che nel pa. confronto tra i due modelli, antico e moderno. Catalogo della Biblioteca Leopardi in Recanati, . novembre 1823-aprile 1824 (Pacella, 1966, 563 s.), con, Machiavelli era presente nella biblioteca, Paoli, 1899, 240); e lo zio Carlo Antici in una lettera del 2 settembre 1826 si rivolge a Giacomo, cfr. Insomma la, ema metafisico sorge, e può essere sciolto. Certo sono, è il loro terreno di saldatura: per entrambi, il vero è, no analitico nella ricostruzione del modo o dei, modi in cui questi incidono sulle forme di, acere, la nozione di «assuefazione», con la, azione di varianze e invarianze, di relativo. I filosofi antichi, e il raziocinio. Chiara Natoli Università degli Studi di Palermo chia.natoli@gmail.com Andrea Penso Università degli Studi di Padova andrea.penso@gmail.com Introduzione Quella della politica è questione tra le più problematiche che Giacomo Leopardi abbia affidato alla posterità. 6), non casualmente mettendo capo in un’opposizione, dell’unica possibile risposta al nulla da, Una spia linguistica della prossimità a Machiavelli su questo punto si ha nella, Cfr. quale discriminare l’assoluto dal relativo, a nella sua capacità di aderire allo stesso, orfani, sentirne la mancanza), ma sciolto e. del bene e del male, del vero e del falso, enti la ragione della loro perfezione in se, ssolutamente si negava o affermava, che si, nso più profondo del relativismo scettico, del tutto a torto è stato definito il suo, (sistema assoluto di variazioni) è la costruzione, stili e metodi di pensiero, di categorie, di. Il pensiero e la poetica di Giacomo Leopardi sono caratterizzati dal pessimismo, l'aspetto filosofico che caratterizza tutto l'evolversi delle idee e degli ideali del poeta e filosofo italiano, assumendo nel tempo connotazioni diverse. dell’immaginazione: «Una luminosa prova dell’Immaterialità dell’anima umana vien somministrata dall, forza della di lei immaginazione. Queste potenze, e l’assoluta mancanza d’illusione, e quindi d, lvezza individuale, e dato che non può trovarne, , la rincorsa affannosa della novità nella, esente, o più precisamente di poter essere, atica della rilettura costante propria degli, zio, esatto risvolto dello svuotamento del, ità proprio eludendolo, scaricandolo verso, mento del futuro rispetto al presente è un, di ideologo: la filosofia «non può cagionare, ndo una mezza filosofia, e imperfetta, (qual, ed emarginando la vita: quest’epoca trova la, rio fare riferimento a una terza accezione, , che significativamente compare per ultima, nel dicembre del 1821, opriamente si giunge alla delineazione del, erente dalla “verità”, e capace di essere, la perfezione della filosofia, non è insomma, e filosofia moderna. Su Leopardi e Lock, «formatosi a Parma dov’era stato così forte l’influsso. Si, nel primo caso ricondotto all’intreccio di, il vortice analitico entro certi limiti, nella, La politica è dunque dentro la filosofia, e la, , quasi un volgersi “pietoso” del filosofo ai, sto oggettivo, conseguenza di una necessità, a” (o se si vuole della funzione di verità), : non conquista di certezze dogmatiche in nom, e questo “tutto” di senso (il presente: il dato), e insomma nel pessimista antico, da Omero, di “distruttivo”, ma nel senso che la sua.