Stiamo portando entrambi a una scuola calcio, Alessandro è subito entrato in campo senza problemi mentre Lorenzo il primo giorno solo al momento in cui hanno fatto la partitella e il secondo giorno era già preoccupato mentre andavamo agli allenamenti, una volta arrivati non è entrato in campo e davanti alla porta d’ingresso del campo si irrigidiva e innervosiva e diceva perché non riesco ad entrare, insomma mi è sembrata una reazione forte e non saprei come considerarla. l'intervento di un adulto. Dovrei conoscere meglio la vicenda per poter esprimere un parere, sopratutto sull’atteggiamento dell’insegnante che in certi casi è positivo, se eccessivo e forzato può essere deleterio per i bambini più sensibili La disperazione non mi vincerà ma non sono più felice quando penso a lui. oculista) risponde con poche parole, soprattutto guardando in faccia me o il papà e poco l’interlocutore. piacere di stare insieme, che passa attraverso varie modalità come, per esempio, la Nelle relazioni di questi bambini con i loro coetanei è possibile evidenziare quindi una scarsa competenza emotivo e relazionale, una tendenza all’isolamento ed alla costruzione di un mondo parallelo al reale, dove rifugiarsi. trionfante. Diagnosi fatta un anno. Vorrei chiederle un consiglio su come intervenire con Lorenzo. Un istruttore cinofilo, con un genitore, deve sempre visionare la relazione cane-bambino, perché tra i due cuccioli si potrebbe creare un fraintendimento che provochi dei danni ad uno dei due. 2.700.000 euro I.V. E’ ovvio che le maestre, prime responsabili di tutto anche di quello che non vogliono vedere o sentire, scaricano la responsabilità con un “non è accaduto nulla”, altrimenti sarebbero le prime a rimentterci, invece ho idea che in quella scuola ci sia qualcosa che non va, ma va capito chi è l’elemento disturbatore. Dopo essere stati privati del diritto all’attività sportiva con la chiusura dei centri ad hoc imposta dal precedente Dpcm, i bambini vengono ora limitati nella possibilità di relazionarsi tra loro dovendo indossare la mascherina per tutto il tempo in cui sono a scuola. la ringrazio del suo suggerimento Ecco che, soprattutto Mi faccia sapere Lo vedo infelice e anche se ho letto un sacco di libri e ho messo in atto alcuni “trucchi” in modo da semplificare la vita dei bimbi e i genitori, mi sento che sto fallendo, vorrei aiutarlo ma nn so come fare e percepire questa sua sofferenza mi fa stare male. Marilena. Come possiamo aiutarlo ad esprimersi e relazionarsi con i bambini? Schema deve essere sempre richiamato per fare le cose va un po’ a testa sua come svogliato…lui fa logopedia da un anno e mezzo Buon pomeriggio Dott.ssa. Da un po’ di tempo una volta a settimana va da una psicologa ma io volevo provare la psicomotricità proprio per aiutarla a socializzare e magari anche a essere meno ansiosa. coraggio" di controbattere S., ma non viene neanche presa in considerazione e finisce info@marilenacremaschini.it Nello … Adesso il problema è che la psicomotricità glielo vogliono interrompere nonostante il bambino ha ancora molti problemi il bambino ha difficoltà a seguire il gioco e si allontana dal gruppo e preferisce saltare e giocare da solo ha difficoltà a raccontare,rispetta il turno e a volte riparte con discorsi che non c’entrano, E’ un comportamento normale e prevedibile quello di allontanarsi da un gruppo che fa giochi che suo figlio non riesce a fare, ma le sedute di psicomotricità perché le sono state tolte? Fino ai 3 anni non è stato molto in contatto con i bambini perché è figlio unico e stava con i nonni. Noi abbiamo messo la regola soltanto il sabato e la domenica, perché temiamo possa diventare una dipendenza. smesso di chiacchierare, il gioco non sarebbe andato avanti. Per capire perché alcuni bambini hanno difficoltà a relazionarsi con i coetanei, è importante studiare le prime fasi dello sviluppo delle relazioni tra pari. L’intenzione di gioco, l’azione e l’emozione guidano il controllo del movimento del corpo, dei suoi segmenti nell’investimento dello spazio, del tempo e degli oggetti. Nella prima parte del mio elaborato ho voluto approfondire l’apprendimento musicale che ha inizio già nella vita prenatale, è stato quindi necessario porre queste prime basi … silenzio!". La diversità sta negli occhi di chi guarda, ma ancora prima di chi si vede, e vostro figlio ha bisogno di sentirsi un bambino come tutti gli altri. relazionarsi tra loro. sono Clara mamma di due gemelli, Alessandro e Lorenzo di cinque anni, due caratteri completamente diversi, Lorenzo più dipendente e “mammone” Alessandro più indipendente. Spesso i genitori vogliono il meglio per i loro figli non comprendendo che il meglio già glielo stanno dando. Secondo lei? Quindi anche noi facciamo poca vita mondana solitamente il week end stiamo in famiglia x recuperare il tempo perso. É stato sempre un bambino senzibile che si scoraggiava subito.La situazione peggiorata con la nascita di fratellino, due anni fa anche se ho sempre cercato ritagliarmi tempo solo per lui. Ha quattro anni e mezzo ed è un bambino molto dolce e educato: sin da piccolo è sempre stato abituato a stare prevalentemente con adulti, ha iniziato il nido a 2 anni e mezzo ed ora frequenta il secondo anno di scuola materna. In definitiva la varietà, la ricchezza e la qualità dei giochi del bambino ci permettono di osservare il suo mondo interiore e di conoscere la maggiore o minore gravità delle sue eventuali problematiche psico-affettive. Eppure tanto dovrebbe essere stato fatto (si ricordino, a tal proposito, i danari spesi per i banchi monoposto) per garantire il distanziamento … Amici del Asilo sono stati messi nelle altre classi insieme e lui é rimasto unico da solo. Una volta sciolta gioca, fa la pagliaccia, ride, balla ecc ma con i bimbi è un disastro sopratutto ultimamente! Ecco come i bambini imparano a relazionarsi con gli altri. È molto orgoglioso, tende a mostrare cosa sa fare e a volte mi sembra che riesci di sembrare antipatico. Gent.ma Mamma, spesso le difficoltà di relazione di cui soffrono i bambini dipendono da una molteplicità di fattori, tra cui la qualità delle relazioni sperimentate in famiglia. Anche in questa forma, se la quantità della socializzazione è buona, lo stesso non si può dire per la qualità della relazione, in quanto è compromesso il normale fluire degli scambi interpersonali. chi sa di aver perso la battaglia ma non la guerra. Grazie ancora, Allora mi contatti via mai, scrivendomi solo che è la mamma della bimba che non si relaziona, così le spiego cosa potrebbe fare privatamente Di fronte a scelte di gioco diverse dalle sue preferenze piange e cerca l’appoggio di un genitore. ho difficoltà a relazionarmi coi miei coetanei. Mike. Diversamente con i libri per bambini, di cui ne è andato sempre pazzo. Ho pensato ad un leggero MS. Lei che ne dice? Buongiorno dottoressa le scrivo per un consiglio perché non so più dove sbattere la testa e come comportarmi. Gentile dottoressa, Ovviamente la furba femmina, ha capito benissimo come fare impazzire il maschio innamorato e spesso ,gli fa dei dispetti, come escluderlo nel gioco, spostare la sedia vicino ad un altro/a compagno, voglia di giocare cosicchè l'impegno e l'attenzione per trovare il gessetto sono minime Poiché il gioco gli è indispensabile per esplorare e conoscere il mondo materiale, affettivo, relazionale e sociale che lo circonda, è attraverso il gioco che egli impara a conoscere, comunicare e socializzare con gli altri. La ringrazio, spero di essermi spiegata bene. Vorrei aiutarla in un nuovo percorso ma ogni strada non sembra quella giusta. Mailena. Marilena, Buona sera dottoressa, ho tanto bisogno di aiuto, mi chiamo Micol e sono mamma di una femmina di 3 e un maschietto di 5, è un anno che mio figlio nn lo riconosco e più passa il tempo e più ho la sensazione che nn sappia gestire le emozioni e che gli manchino alcuni tipi di emozioni.. (premetto che è un bambino molto sensibile, curioso, sa fare a scrivere e leggere in italiano e spagnolo, somma e sottrae ecc ed è molto attaccato ad alcuni foglietti dove scrive ciò che nn vuole scordarsi e che tiene sempre con se, quando è molto emozionato per qualche secondo guarda in alto e saltella) ultimamente a casa è una continúa discussione, lui dice che vuole comandare e che è stufo di seguire delle regole, dice che siamo cattivi ecc ma la cosa che mi sta stressando è che è un continuo “mettere” alla prova la mia pazienza, a volte sono esplosa perché è dura con entrambi a casa. Poi c’è stato il lockdown (lei aveva 7 mesi) quindi siamo stati in casa nello stretto nucleo famigliare, e credo questo non l’abbia aiutata! È sempre stato molto poco socievole pensavo che con il tempo è la scuola migliorasse invece ad oggi sembra si chiuda sempre di più. Ciò finisce per venire isolato, perché se si lamenta e crea problemi agli altri, i bambini tendono a non giocarci più. avanzato, - la possibilità di verbalizzare, ossia di esprimersi con le parole, in maniera all'inizio, la relazione è conflittuale e spesso "si rende necessario" Cosa le serve per avere ulteriori informazioni? Purtroppo con la situazione attuale dal febbraio ho portato bambini solo pocchissime volte giocare al Parco per precauzione. L’incapacità di un bambino di avere amici, di relazionarsi coi coetanei e di giocare e condividere con loro rientra nei disturbi della socializzazione e del gioco infantile. Marilena. E’ difficile farlo rientrare in genere con le maniere dolci, di più con quelle dure (alzata di voce, sculaccione) ma cerchiamo di evitarle il più possibile. Di conseguenza nel gruppo diminuirà il desiderio di competitività per ottenere un posto … Marilena, Buongiorno dottoressa mi chiamo gessica ho bisogno di un consiglio info@marilenacremaschini.it Io le consiglio caldamente di farmi analizzare dei disegni di suo figlio in modo da capirlo meglio e capire anche i motivi di tale comportamento e le reazioni alle situazioni imposte e dominanti della bambina di cui ha palesemente una cotta e che giustamente vorrebbe tutta per sè. Non vorrei che questa sua propensione a tenere tutto sotto controllo, si rifletta anche sulle persone e nello specifico in questa bambina che, conoscendola da sempre, sente come una cosa sua. Borgogno (1978 ). Studiare le relazioni tra pari è particolarmente importante per bambini con bisogni educativi speciali. D Dal punto di vista della Disciplina Dolce (ma di tutta la psicologia in generale), la comunicazione rappresenta lo strumento elettivo per costruire, mantenere e regolare le relazioni interpersonali. Ho tentato di spiegargli varie volte che lui non può avere il predominio sugli altri bambini, a volte sono stata pure dura nel farglielo capire, ma niente! Adesso sono un po preoccupata; secondo le farebbe bene un trattamento di psicomotricita o meglio farla seguire da un psicologo? Guardando però le loro relazioni dal punto di vista di uno di loro, ci rendiamo conto come spesso possono essere spietatamente sinceri, totalmente disinteressati ai sentimenti altrui, arrivando a compiere azioni di … come possiamo aiutarlo ? (ha imparato a camminare in autonomia solo a 18 mesi, cercava la mia mano per sentirsi sicura) .Nel gioco di gruppo si mortifica se non vince o non riesce a fare qualcosa come gli altri, quindi propone giochi dove si sente più sicura. A presto I bambini più vicini alla norma sono quelli che si aprono agli altri, quando e solo se sono certi di potersi fidare. A scuola è cercato da altri bimbi che attraverso i genitori ci chiamano per farli incontrare post scuola ma lui non vuole assolutamente ne andare né tantomeno ospitare, piange si dispera e dice che sta bene così a casa con il fratello anche se quest ultimo non lo considera mai. Anch’io la penso come lei, si tratta di mutismo selettivo, ovviamente va capito come risolverlo e come affrontarlo per eliminarlo. scommetto che la risposta le darà la soluzione del dilemma. .hide-if-no-js { È noto come il gioco abbia varie finalità e sia un elemento centrale nella vita del bambino. Marilena, Buonasera Dottoressa, le scrivo per mi figlio. Quando incontriamo qualcuno o andiamo a casa di amici si nasconde e per un bel po di tempo rimane attaccato a me poi se incoraggiato si apre un po’. Vorrei aiutarla a superare questa problematica… cosa posso fare? In passato giocava esclusivamente con bimbo pari età ma a rotazione cioè un periodo solo con uno successivamente con un altro escludendo il primo. Mediante il gioco si rendono evidenti la sua disinibizione o la sua inibizione; la sua serenità interiore o il suo stato di tensione e di eccitamento; il suo stato di benessere e gioia o il suo stato di tristezza e apatia; la sua maggiore o minore reattività; le sue tendenza all’aggressività e alla distruttività. In bocca al lupo Io giravo l’angolo e piangevo. Salve,mio figlio di quasi 6 anni ha lo stesso comportamento.Potrei contattarla per spiegarmi che disegni fargli fare.Grazie. Io sono in ansia perché mi chiedo come potrà affrontare la scuola elementare e anche la sua vita da ragazza in futuro. Mi contatti al 329.3043027 anche oggi pomeriggio, non si arrenda se non trova subito libero o se non ripondo… Marilena. E’ possibile notare una tendenza ad ingigantire gli aspetti negativi della realtà, ricorrendo a modalità di pensiero rigide e assolutistiche, ad esempio con un’eccessiva frequenza di termini quali “sempre”, “mai”, “nessuno”; oppure considerazioni del tipo “non me ne va mai bene una”, “tutti ce l’hanno con me”, “nessuno mi vuole bene”, “non ne faccio mai una buona”. Credo che la cosa vada discussa in maniera più approfondita e privatamente, le informazioni che mi ha dato sono molto utili ma non sono sufficienti, occorre approfondire tutte le modalità nel modo più adeguato possibile. Gli è stato diagnosticato il disturbo dell’attenzione ed Ha fatto 4 anni di terapie x psicomotricità presso la nostra ASL, ma a dispetto dei giudizi positivi delle terapiste io non ho visto miglioramenti dovuti a quello e credo che mai ce ne siano. Ovviamente, le relazioni con l’adulto di riferimento non sono affatto da trascurare ma, la simmetria relazionale che solo tra i pari può realmente prender forma fa sì che queste relazioni siano fondamentali per lo sviluppo del bambino in quanto, come affermano Furman e Buhrmester solo le relazioni tra pari assicurano una posizione relativamente uguale in termini di potere dal momento che all’interno della … Come posso aiutarlo, come posso capire se sono io che sbaglio modalità? Grazie, Temo che sia la madre troppo ansiosa e paurosa a rendere ansioso anche il figlio….. Esistono, infatti, rapporti preferenziali sin da … Grazie, Come ho già precisato in una richiesta simile da parte della madre, le do i medesimi consigli. Alla fine si sblocca, quasi a festa finita, ma lo vedo sempre teso, come se si sentisse in soggezione… Inoltre ha avuto difficoltà quest anno nell’attività di gruppo a scuola cioè psicomotricità e teatro, a detta delle maestre, spesso non voleva partecipare; da quello che ho notato nel tempo ha timore delle cose sconosciute, dell’ignoto, quindi credo la sua difficoltà sia proprio lasciare la classe per andare in un’altra sala, con un altro maestro con cui non ha confidenza (considerando che ha comunque frequentato la nuova scuola per soli 6 mesi, entrando a neanche 3 anni). Notiamo che questo comportamento si accentua con la crescita. E’ perfettamente a suo agio in mezzo alla classe e sembra un piccolo leader: chiama La potenzialità immaginativa e creativa è una competenza che in ogni bambino dovrebbe … Vorrei tanto aiutarlo a sbloccarsi ma non so come fare. Grazie, Buongiorno Laura Fra un momento vedremo perché. Non le si può dire nulla che reagisce in modo troppo esagerato. Buon pomeriggio dottoressa mio figlio 5 anni nn riesce a giocare creando delle storie con pupazzetti o macchinette ma fa solo i rumori delle macchinine oppure incidenti e difficilmente gioca con altro. Nota. Un istruttore cinofilo, con un genitore, deve sempre visionare la relazione cane-bambino, perché tra i due cuccioli si potrebbe creare un fraintendimento che provochi dei danni ad uno dei due. S. sa di essere più forte di altri compagni e sa di potersi permettere certi  =  Presenta spesso tic vocali. I bambini iniziano a non sopportare più il modo di gestire il gioco da parte di S. ma a Marilena, Buongiorno, sono preoccupata per il mio figlio, che ha cominciato la prima elementare, ma trovandosi in classe senza un amico maschio dal asilo, non socializza con altri bambini.