Le 4 Giornate di Napoli. nell'operazione di assalto all'armeria del Castel Sant'Elmo, che cadde liberazione della città. Dispongo anche del documento Power Point. Nella piazza Giuseppe Mazzini, presso l'edificio Scolastico "Vincenzo Cuoco", i tedeschi attaccarono in forze con i carri armati Tiger e non più di 50 ribelli tentarono strenuamente di opporsi ma dovettero subire il pesante bilancio di 12 morti e più di 15 feriti. Nel breve periodo di occupazione riguardo ad un imminente sbarco Alleato a Bagnoli. presso l'edificio Scolastico "Vincenzo Cuoco", i tedeschi attaccarono in Colonnello Schöll avesse successo. forze con i carri armati Tiger e non più di 50 ribelli tentarono strenuamente Cassino e Anzio – Monte Marrone – Firenze – Liberazione di Roma – Isola d'Elba – Linea Albert – Ancona – Bombardamento di San Marino – Filottrano – Montecarotto – Cesano – Monte Pulito – Linea Gotica – Wintergewitter, «Dopo Napoli la parola d'ordine dell'insurrezione finale acquistò un senso e un valore e fu allora la direttiva di marcia per la parte più audace della Resistenza italiana», Le quattro giornate di Napoli furono un episodio storico di insurrezione popolare avvenuto nel corso della seconda guerra mondiale, tra il 27 e il 30 settembre 1943. OST orchestrale del leggendario Carlo Rustichelli per il drammatico film diretto nel 1962 da Nanni Loy “Le 4 giornate di Napoli” (aka “The four days of Neaples”) ed interpretato da Gian Maria Volonté, Aldo Giuffré, Lea Massari, Jean Sorel, Georges Wilson, Regina Bianchi,Frank Wolff. Fu messo a punto un piano per impedire a un gruppo di guastatori tedeschi di minare il ponte della Sanità per l'interruzione dei collegamenti con il centro della città, cosa che fu realizzata con successo il giorno successivo per opera di un drappello di marinai. Altri Duce! Per la prima volta Napoli fu la prima, tra le grandi città europee, ad STORIA:Le 4 giornate di Napoli MUSICA:Pino Daniele e il Blues ED.FISICA:Il Calcio purtroppo non ho argomenti da collegare in Geografia,in quanto si possono portare solo argomenti di studiati in terza,e l'Italia e l'Europa le abbiamo studiate negli anni antecedenti,qualche idea?Per favore,è alquanto urgente,grazie in anticipo XD La liberazione infatti relativamente rari gli scontri con fascisti italiani, che probabilmente A partire dall'8 settembre 1943, giorno dell'entrata in vigore dell'Armistizio Chiunque però agisca apertamente o subdolamente contro le forze armate germaniche sarà passato per le armi. A differenza di altri episodi della Resistenza furono infatti relativamente rari gli scontri con fascisti italiani, che probabilmente non avevano avuto il tempo di riorganizzarsi efficacemente dopo l'8 settembre (ricordiamo infatti che la Repubblica Sociale Italiana fu proclamata il 23 settembre, ovvero solo quattro giorni prima dello scoppio della rivolta). di opporsi ma dovettero subire il pesante bilancio di 12 morti e più di 15 Determinazioni planimetriche: angolo di direzione e calcolo della distanza. Corkscrew – Sicilia – Bombardamento di Roma – Calabria – Achse – Taranto – Salerno – Quercia – Napoli – Termoli – Linea del Volturno – Linea Barbara – Bombardamento di Bari – Linea Bernhardt – Monte Camino – Montelungo– San Pietro Infine – Fiume Moro – Ortona – Linea Gustav, 1944 Gli occupanti ottennero la liberazione di alcuni uomini fatti prigionieri dagli insorti anche grazie all'ingiunzione di un ufficiale italiano che intimò ai suoi compatrioti la riconsegna degli ostaggi e di tutte le armi. Littorio, cosa che scatenò la reazione degli uomini di Enzo Stimolo, che Chiunque, trascorso tale termine, verrà trovato in possesso di un'arma, verrà immediatamente passato per le armi. Scoperti dopo circa un anno, i ragazzi pagarono con otto mesi di carcere. Anche l'avvocato Domenico Tilena, che aveva retto la federazione fascista provinciale durante gli scontri, fu condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione. Sportivo del Littorio (nel cuore del Vomero), intervennero in forze a dar Sporadici ma cruenti tentativi di resistenza si ebbero tuttavia alla Caserma Zanzur, alla Caserma dei Carabinieri Pastrengo e al 21º Centro di Avvistamento di Castel dell'Ovo. Napoli nel 1943: Le Quattro Giornate Quando la città di Napoli insorse erano oramai passati già tre anni dall'entrata in guerra dell'Italia, spinta dal Regime Fascista a partecipare ad un evento al quale era assolutamente impreparata, al fianco di un alleato potentissimo ed intenzionato sottomettere tutta l'Europa e cancellare dalla faccia della terra tutti i popoli non ariani. italiani, in tutta la Campania), ben presto divenne caotica per la diserzione Le Quattro Giornate di Napoli La Napoli che, tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre del 1943, divenne la prima città d'Europa a essersi liberata da sola dai nazifascisti, era una città completamente trasformata e quasi interamente devastata dal secondo conflitto mondiale. zone della città tra gli insorti e i soldati tedeschi che ormai stavano per L'avvenimento, che valse alla città il conferimento della medaglia d'oro al caso dei fondi dell'Archivio di Stato di Napoli, che furono dati alle fiamme Leggi gli appunti su tesina-su-napoli qui. della rivolta). per ritorsione nella villa Montesano di San Paolo Belsito, dove erano stati Lapidi commemorative si trovano: in via Belvedere (Masseria Pagliarone) dettata da Aldo De Gioia della Commissione toponomastica del comune di Napoli, sempre al Vomero; a via don Luigi Sturzo (Masseria Pezzalonga) all'Arenella; all'ingresso del Palazzo della Borsa in piazza Bovio; in via Marchese Campodisola; presso il Bosco di Capodimonte; in via Santa Teresa degli Scalzi; sul ponte della Sanità (dedicato a Maddalena Cerasuolo, medaglia di bronzo al valor militare); in via Nazionale 33, accanto all'ingresso della Chiesa dell'Immacolata e Sant'Anna al Vasto. 30 settembre volta di difendere la popolazione civile dalle angherie tedesche. Titolo: Napule è Una lapide all'ingresso del palazzo ancora oggi ricorda l'evento. Il 23 settembre intanto, una nuova misura repressiva adottata dal colonnello Walter Scholl prevedeva lo sgombero (entro le ore 20 dello stesso giorno) di tutta la fascia costiera cittadina sino a una distanza di 300 metri dal mare; in pratica circa 240 000 cittadini furono costretti ad abbandonare in poche ore le proprie case per consentire la creazione di una "zona militare di sicurezza" che sembrava preludere alla distruzione del porto. Il risultato sperato dai tedeschi non fu però ottenuto e alla chiamata risposero soltanto 150 napoletani sui previsti 30 000, il che determinò Walter Scholl a decidere di inviare ronde militari per la città per i rastrellamenti e la fucilazione immediata degli inadempienti. A ciò si giunse non soltanto grazie ai 1 589 combattenti ufficialmente riconosciuti, ma anche per la resistenza civile e non violenta di tanti napoletani, fra cui in primis le donne, operai/e, femminielli, preti, «scugnizzi» (10% circa degli insorti), studenti e professori, medici e vigili del fuoco. Ordino il coprifuoco dalle ore 20 alle ore 6. presso il Liceo "Jacopo Sannazaro", capo dei ribelli assumendo pieni poteri A Porta Capuana un gruppo di 40 uomini si insediò, con fucili e dal 23 settembre) ci fu Maddalena Cerasuolo. asserragliati, tra l'altro sia all'interno della Villa Floridiana sia al Campo. durissimi bombardamenti a Napoli da parte delle forze Alleate, che ottobre 1943, una città già libera dall'occupazione tedesca, grazie al 91 e qualche MAB 38), questi dapprima fuggirono, poi vedendo sopraggiungere un'autoblindo, reagendo con un agguato, catturarono il mezzo blindato e una ventina di soldati tedeschi, i quali, poco dopo, per ordine del Comando Militare Italiano furono liberati, e i militari italiani puniti. Dal rione Materdei alla Sanità la guida abilitata vi condurrà nei luoghi della memoria per raccontare le storie dei protagonisti, in particolar modo delle donne, che hanno partecipato alla Resistenza durante le Quattro Giornate di Napoli. punti della città circa 8.000 uomini, 400, forse 500 uomini armati aprirono Nel corso del ventennio fascista era quindi decaduta da prima a terza città. grazie ai 1.589 combattenti ufficialmente riconosciuti, ma anche per la fu realizzata con successo il giorno successivo ad opera di un drappello di Napoli fu tra le prime città italiane a dover affrontare le truppe nazi-fasciste, subito dopo la conclusione dell’armistizio dell’8 Settembre in cui i tedeschi dichiararono l’Italia non più loro alleata, bensì nemica. liberare la città di Napoli dall'occupazione delle forze armate tedesche. Note: sul profilo troverete allegati i documenti con la stesura delle varie materie. "femminielli". Mentre le truppe tedesche avevano già iniziato lo sgombero della città per il sopraggiungere delle forze anglo-americane provenienti da Nocera Inferiore, in città il professor Antonio Tarsia in Curia si autoproclamò, presso il Liceo "Jacopo Sannazaro", capo dei ribelli assumendo pieni poteri civili e militari e impartendo, tra l'altro, precise disposizioni circa l'orario di apertura degli esercizi commerciali e la disciplina. Con l'avanzata degli Alleati nell'Italia meridionale, gli esponenti dell'antifascismo partenopeo (tra cui Fausto Nicolini e Adolfo Omodeo), iniziarono a stabilire più stretti contatti con i comandi Alleati richiedendo la liberazione della città. Durante l'intera giornata, aspri combattimenti si susseguirono in diverse zone della città tra gli insorti e i soldati tedeschi che ormai stavano per iniziare le operazioni di sgombero, anche per le notizie (poi rivelatesi false) riguardo a un imminente sbarco Alleato a Bagnoli. Le quattro giornate di Napoli - 1943 - In seguito all’armistizio, i comandanti tedeschi ordinarono ai loro soldati di rubare dai magazzini le risorse alimentari, soprattutto la carne. A Porta Capuana un gruppo di 40 uomini si insediò, con fucili e mitragliatori, in una sorta di posto di blocco, uccidendo sei soldati nemici e catturandone altri quattro, mentre diversi combattimenti si avviarono in altri punti della città come al Maschio Angioino, al Vasto e a Monteoliveto. dei cittadini napoletani che si univano ai primi combattenti, gli scontri si nascosti, con incalcolabili danni al patrimonio storico e artistico, e la Quasi contemporaneamente, un manifesto del prefetto intimava la chiamata al servizio di lavoro obbligatorio di tutti i maschi di età compresa fra i diciotto e i trentatré anni, in pratica una deportazione forzata nei campi di lavoro in Germania. Argomento di "STORIA" per tesina adatta alle Scuole Medie e adattabile per esame di maturità. battaglia. Questi ordini e le già eseguite rappresaglie si rendono necessarie perché un gran numero di soldati e ufficiali germanici che non facevano altro che adempiere ai propri doveri furono vilmente assassinati o gravemente feriti, anzi in alcuni casi i feriti anche vilipesi e maltrattati in modo indegno da parte di un popolo civile. 28 settembre Le 4 giornate di Napoli al Fermi-Gadda COMMEMORAZIONE DELLE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI 27- 30 SETTEMBRE 1943. Una delle prime scintille della lotta scoppiò al quartiere Vomero dove, in località Pagliarone, un gruppo di persone armate fermò un'automobile tedesca uccidendo il maresciallo che era alla guida. Piazza Quattro Giornate, una delle più importanti piazze del quartiere collinare del Vomero, è legata un episodio storico di insurrezione popolare avvenuto nel corso della seconda guerra mondiale. During the four days in Naples the revolt turns over in just few hours. Inferiore, in città il professor Antonio Tarsia in Curia si autoproclamò. Il film, ispirato al libro di Aldo De Jaco «La città insorge: le quattro giornate di Napoli del 1956», fu prodotto da Goffredo Lombardo e fu candidato all'Oscar nel 1962 come miglior film straniero e per la sceneggiatura. Facendo un bilancio, oltre l'importantissimo risultato morale e politico dell'insurrezione, le "Quattro Giornate di Napoli" ebbero senz'altro il merito di impedire che i tedeschi potessero organizzare una resistenza in città o che, come Adolf Hitler aveva chiesto, Napoli fosse ridotta «in cenere e fango» prima della ritirata.[15]. quartiere, mancando del tutto i contatti con le forze strutturate Parimenti fu evitato che il piano di deportazione di massa organizzato dal Al terzo giorno di feroci scontri per le vie di Napoli, l'organizzazione Con provvedimento immediato ho assunto da oggi il Comando assoluto con pieni poteri della città di Napoli e dintorni.2. quale, i civili, con l'apporto di militari fedeli al Regno del Sud, riuscirono a catturandone altri 4, mentre diversi combattimenti si avviarono in altri i combattimenti. TESINA SU NAPOLI - ARGOMENTO DI INGLESE (TESTO IN INGLESE SU NAPOLI), Università degli Studi di Napoli Federico II, Registrati a Docsity per scaricare i documenti e allenarti con i Quiz, Copyright © 2021 Ladybird Srl - Via Leonardo da Vinci 16, 10126, Torino, Italy - VAT 10816460017 - All rights reserved, Università degli Studi di scienze gastronomiche. Si calcola che oltre 25 000 furono le vittime di questi attacchi indiscriminati alla città, per non menzionare i danni ingentissimi al patrimonio artistico e culturale (il 4 dicembre 1942 fu semi-distrutta la Basilica di Santa Chiara, mentre solo nel bombardamento del 4 agosto 1943 perirono oltre 3 000 persone; circa 600 morti e 3 000 feriti si ebbero invece per lo scoppio della nave Caterina Costa nel porto, il 28 marzo 1943)[5][6]. Altri combattimenti si ebbero nei pressi dell'aeroporto di Capodichino e di piazza Ottocalli, dove morirono tre avieri italiani. ammassando numerosi prigionieri all'interno del Campo Sportivo del la Basilica di Santa Chiara, mentre solo nel bombardamento del 4 Il Comandante di Napoli, Scholl». Il 1º ottobre alle 9:30 i primi carri armati Alleati entrarono in città, mentre alla fine della stessa giornata, il comando tedesco in Italia, per bocca del feldmaresciallo Albert Kesselring, considerò conclusa la ritirata con successo. Ormai la rabbia e l'esasperazione dei napoletani, in seguito alle esecuzioni indiscriminate, ai saccheggi, ai rastrellamenti della popolazione civile, alla miseria e alle distruzioni della guerra che mettevano in ginocchio l'intera città, stava montando spontanea, priva di un fattore esterno organizzativo che non fosse altro che il desiderio di liberarsi dell'invasore tedesco. Circa un anno dopo, il 22 dicembre del 1944, i generali Riccardo Gli invasori in rotta lasciarono dietro di loro incendi e stragi; clamoroso fu il caso dei fondi dell'Archivio di Stato di Napoli, che furono dati alle fiamme per ritorsione nella villa Montesano di San Paolo Belsito, dove erano stati nascosti, con incalcolabili danni al patrimonio storico e artistico, e la perdita delle pergamene originali della Cancelleria Angioina[14]. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 i nazisti occupano Napoli imponendo un regime di durissima repressione. marzo 1943). 29 settembre operaie, «scugnizzi» e professori, medici e vigili del fuoco, «goliardi» e tra italiani e tedeschi. Tesina di maturità per le scuole superiori sulla città di Napoli con collegamenti interdisciplinari alle varie materie scolastiche trattate all'interno della tesina. Sin dai giorni immediatamente seguenti l'Armistizio di Cassibile, in città si andarono intensificando gli episodi di intolleranza e di resistenza verso i tedeschi e le azioni armate, più o meno organizzate[7], fecero seguito alle manifestazioni studentesche del 1º settembre 1943 in piazza del Plebiscito e alle prime assemblee nel Liceo Classico Sannazaro al Vomero. LE QUATTRO GIORNATE DI LOTTA 27 settembre Il 27 settembre, dopo un'ampia retata dei tedeschi che catturarono in vari punti della città circa 8.000 uomini, 400, forse 500 uomini armati aprirono i combattimenti.Una delle prime scintille della lotta scoppiò al quartiere Vomero dove,, un gruppo di persone armate fermò un'automobile tedesca uccidendo il maresciallo che era alla guida. 500 persone, lo stesso giorno furono inoltre condotte con la forza a Teverola, nel Casertano, e costrette ad assistere alla fucilazione di 14 carabinieri, "rei" di aver impedito il tentativo dei guastatori tedeschi di sabotare gli impianti del palazzo dei Telefoni e poi di aver resistito con le armi agli assalti di rappresaglia nella loro caserma in via Marchese Campodisola, a pochissimi passi da piazza Bovio, prima di arrendersi all'occupante tedesco per aver esaurito le munizioni. Enzo Stimolo per la riconsegna Mentre le truppe tedesche avevano già iniziato lo sgombero della città per